giovedì 16 luglio 2015

NICHI VENDOLA E LO SBIANCAMENTO ANALE ! ! !

Ripubblichiamo l'articolo comparso giorni fa su Il Fatto Quotidiano a firma di Pietrangelo Buttafuoco, che affronta il caso Tutino da un altro punto di vista.



ATTENZIONE ITALIANI,IL GOVERNATORE CROCETTA SI E' FATTO PAGARE LO SBIANCAMENTO ANALE DAL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE.

Più che Gomorra, Sodoma. In merito alle recenti vicende siciliane, l’arresto di Matteo Tutino, il medico personale di Rosario Crocetta, c'è un dettaglio rimasto appeso: lo sbiancamento anale.

 Tutino, mago del body jet, il trattamento estetico che a Palermo – secondo la Procura – veniva messo in conto al Servizio Sanitario pubblico, con questa rifinitura destinata alla clientela vip aggiorna l’immaginario dei retrogradi, apre le finestre della mente e scava profonde prigioni al pregiudizio. Un dettaglio utile questo – e lo è – non certo per le indagini dei Nas ma per l’evoluzione dei costumi. Trattasi di un intervento a colpi di bisturi e suture per ingentilire l’orifizio d’evacuazione – al punto di farne un fodero di candida porcellana – e pare sia molto richiesto dai pazienti più scavallati a conferma di ciò che nei frastornati anni ’80 suonava ancora come profezia: “Il culo diventerà la fica del 2000!”.



ATTENZIONE ITALIANI,IL GOVERNATORE CROCETTA SI E' FATTO PAGARE LO SBIANCAMENTO ANALE DAL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE.

Va da sé che è Buttanissima Sicilia. Io non sapevo ci fosse questa elaborata pratica estetico-chirurgica (allegramente rubricata, a esclusivo privilegio di pochi, nei rimborsi del servizio sanitario nazionale), e se il primo accostamento mentale rimanda ai riti descritti da Goethe nel Faust – e non solo il bacio sul buchino sporco del Demonio nel sabba, ma ai turgori di Mefistofele mentre guata voglioso i sederini degli angioletti – l’esito simbolico non può che confermare Palermo nella modernità perché, e sia detto una volta per tutte, la Sicilia è un passo avanti anche rispetto alla Costituzione Americana dove i matrimoni omosessuali ormai sono più che garantiti.



ATTENZIONE ITALIANI,IL GOVERNATORE CROCETTA SI E' FATTO PAGARE LO SBIANCAMENTO ANALE DAL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE.

Dopo Gomorra dunque, è l’epoca di Sodoma. E non è più questione di diritti, di amori uguali tutti fatti di uno stesso sì, ma di piacere, di squisito diletto in zona “ovale”. Così si legge nella trascrizione delle intercettazioni – “ovale” – laddove poi per “brasiliana” non s’intende più la depilazione pubica tanto in voga tra le signore degli anni ’90 bensì di modellamento del gluteo, portato ad altezza di scaldabagno. Ed è il gluteo maschietto, il protagonista, giusta sostituzione del fondoschiena femminile, quello che ai tempi del gallismo siciliano che fu, ai giovanotti ingravidabalconi – ammirando le ragazze a spasso – faceva dire: “Io per delle natiche così dare un miliardo!”. A fargli eco, un altro amico: “Uno? Due di miliardi!”.

Tutta un’altalena di cifre in merito al popò – nel formato chitarra, quello delle donne – fermata dalla spietata considerazione delle signorinelle sempre spiritose: “Le natiche ci sono, sono i miliardi a mancare!”. Ecco, è il famoso mutamento di costume, e sebbene Crocetta sia stato un disastro alla prova del Governo, quanto a civilizzazione – anche grazie al suo medico personale – non gli si potrà negare un primato: avere consegnato coppole e lupare al sollazzo epicureo. E per fortuna a Sodoma, più che a Gomorra.

ATTENZIONE ITALIANI,IL GOVERNATORE CROCETTA SI E' FATTO PAGARE LO SBIANCAMENTO ANALE DAL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE.


All'indomani della sua vittoria elettorale, il 29 ottobre 2012, Crocetta convoca la conferenza stampa per le ore 12,00 a Marina di Tusa, presso l’Atelier sul mare. E’, questo, il bellissimo albergo di Antonio Presti, un sincero combattente sul fronte della lotta alla mafia che – dopo un’ora, dopo due e quindi tre – si muove a pietà verso il bivacco stanco dei giornalisti, va sotto al balcone della stanza del presidente e gli urla: “Bottana, scendi!”. Ovviamente è detto per scherzare, naturalmente è fatto per giocare e Crocetta, infatti, sbuca dalle persiane, sorride e, cespuglioso di sonno e sogni – i colleghi tutti non potranno che confermare questa scena, rimasta nei loro taccuini – avvia la raggiante rivoluzione. Va da sé, tutta di Buttanissima Sicilia.

FONTE: http://livesicilia.it/2015/07/03/la-sicilia-dello-sbiancamento_644767/

lunedì 6 luglio 2015

STORICO SFANCULAMENTO ALL'UNIONE EUROPEA ! ! !



Referendum Grecia, vince il ‘no’ col 61%
Affluenza al 61%, il sì non supera il 39%, conferma per la linea del governo di Alexis Tsipras.



“Abbiamo dimostrato che la democrazia non può essere ricattata - ha detto il premier greco, ora chiediamo un accordo per uscire dall’austerity. Vogliamo un’Europa della solidarietà“. Ma, ha aggiunto, “il no non è una rottura con l’Unione Europea“.

Il premier Greco ha inoltre promesso di trovare un euro-accordo nel giro di 48 ore e fonti dell’esecutivo sono tornate sul punto anche nella serata di domenica. “I greci hanno detto un coraggioso no a cinque anni di ipocrisia e all’austerità – ha dichiarato Varoufakis in tv – da domani l’Europa inizi a curare le nostre ferite“.



Ora resta solo da vedere se Merkel & co. permetteranno veramente alla Grecia di uscire dall'euro,creando così uno storico precedente,oppure se decideranno di allentare un pò le "catene" allo "schiavo Greco",così da poter continuare a tenere insieme tutta la "baracca",ben sapendo che quest'ultima non può funzionare se i "burattini"scappano via.

giovedì 16 aprile 2015

MARIO DRAGHI AGGREDITO DA MANIFESTANTE ARMATA FINO HAI DENTI . . . DI CORIANDOLI ! ! !




Roma, 15 apr. - La conferenza stampa del presidente della Bce, Mario Draghi, è stata interrotta a causa dell'irruzione di una pericolosa manifestante pesantemente armata di.. coriandoli, la donna è stata prelevata e poi portata via dagli eroici funzionari della sicurezza.





domenica 1 marzo 2015

ADDIO SPOCK ! ! !


 Washington, 27 feb. - E' morto al'eta' di 83 anni l'attore Leonard Nimoy, il celebre dottor Spock, primo ufficiale della nave stellare Enterprise.

Star Trek: messaggio ufficiale del comando della flotta stellare.


 


                                                                        R.I.P.
                                                           

giovedì 26 febbraio 2015

MIRACOLO A TORINO ! ! !




25 febbraio 2015
Torino, primo trapianto al mondo di bacino su malato oncologico
Un 18enne soffriva di osteosarcoma, un tumore inoperabile. L'intervento è durato 12 ore ed è tecnicamente riuscito.

16:00 - Un paziente oncologico di 18 anni, affetto da osteosarcoma del bacino inoperabile, è stato sottoposto al trapianto dell'emibacino. Per la prima volta al mondo, all'ospedale Cto di Torino, gli è stato impiantato un emibacino in titanio costruito in America. L'intervento è durato quasi 12 ore ed è tecnicamente riuscito.




Il ragazzo sottoposto allo straordinario intervento era affetto da circa un anno da osteosarcoma del bacino. Considerato da tutti inoperabile, aveva risposto abbastanza bene a ben 16 cicli di chemioterapia nel reparto di Oncoematologia, diretto dalla dottoressa Franca Fagioli, dell'ospedale Regina Margherita.

Il calco fatto con la Tac - Nel frattempo i chirurghi ortopedici dell'ospedale Cto hanno fatto costruire negli Stati Uniti un emibacino in titanio con rivestimenti in tantalio, materiale che si integra con le ossa umane, con misure perfette prese da un calco ricavato dalla Tac del paziente.

Nell'intervento, sono stati rimossi dal dottor Raimondo Piana (responsabile Chirurgia oncologica ortopedica del CTO) l'emibacino destro e l'anca colpiti dall'osteosarcoma e successivamente sostituiti e ricostruiti con la protesi in titanio e tantalio dal professor Alessandro Massè (Direttore Clinica universitaria ortopedica CTO).


La parte anestesiologica è stata seguita dal dottor Maurizio Berardino (Direttore di Anestesia e Rianimazione del CTO). Ora il paziente è ricoverato in terapia intensiva ed è già stato estubato e svegliato in mattinata. Nel pomeriggio verrà trasferito nel reparto di Chirurgia oncologica.

mercoledì 18 febbraio 2015

lunedì 16 febbraio 2015

ATTACCO ALL'ISIS DI DUE POVERI SCEMI ! ! !






LIBIA, AMBASCIATA. "ITALIANI VIA DAL PAESE". GENTILONI: "SIAMO PRONTI A COMBATTERE"





LIBIA, RENZI. "CI VUOLE MISSIONE ONU PIU' FORTE E ITALIA PRONTA A FARE LA SUA PARTE"



Toh! ... Eccone un altro che apre bocca senza prima aver acceso il cervello,purtroppo questa volta si tratta (ahimè!) del presidente del consiglio (Renzi),la cui disgraziata esternazione se aggiunta a quella del  ministro della difesa (Gentiloni) non permette di certo da parte dei fondamentalisti dell'isis di far finta di non aver sentito,ne di prendere le suddette dichiarazioni come battute umoristiche.
Ora se ci aggiungiamo le ben note scarse doti degli islamici nel accettare battute e scherzi direi che la faccenda non si mette per niente bene,e mi chiedo come non potrà avere esagerate ripercussioni.



Se ad es. un attentato qui da noi oltre a provocare morti e feriti distruggesse,o meglio danneggiasse seriamente qualche fondamentale monumento millenario (ad es. il colosseo o altro) che si fa?
Chi governa lo sa che esistono cose irreparabili con il cemento ed irrisarcibili dal denaro?
A quel punto tutti noi,che mi sento di inserire TRA I TOTALMENTE CONTRARI alle dichiarazioni di quelle 2 TESTE DI MINCHIA,non saremmo di fatto obbligati davvero a difenderci?
E con il fatto che la storia insegna che il popolo se obbligato a difendersi lo fa nel peggiore e più sbagliato dei modi come la mettiamo?
Con questo che si fa???

sabato 31 gennaio 2015

VERYBELLO ???




VeryBello! altra presa di fondello

Anna Lombroso per il Simplicissimus





Una doverosa premessa a quanto state per leggere: il sito in questione sarebbe stato realizzato per i turisti,ma...mancando incredibilmente l'opzione per il cambio lingue il sito è disponibile solo in italiano.
P.S. Oramai Cotoletta Joe vomita di continuo .....

VeryBello! E col punto esclamativo! No, non è una typical espressione di Renzi nel suo leggendario inglese, davanti al bikini della più autorevole delle ministre. Non è nemmeno uno slogan, come two it’s meglio che one. E non è un episodio della saga di Peppa Pig e neanche il nome  della collezione estate del guardaroba di Barbie.

No, è il titolo dato al “nuovo modo di viaggiare in Italia attraverso la  sua straordinaria offerta culturale” dal Ministero dei Beni Culturali. Un itinerario virtuale  in una “piattaforma digitale interattiva”, voluta dal Ministro Franceschini  e promossa per censire “1300 eventi che  rappresentano l’ItaGlia da Nord a Sud, dalle grandi città ai piccoli borghi, da maggio ad ottobre 2015”, i mesi della grande esposizione universale di Milano. Uno “strumento dinamico, efficace”, recita la presentazione ufficiale. Ma con qualche pecca, che ha suscitato l’ilare contestazione di visitatori e curiosi: sono stati circa 20 mila i tweet che hanno ironizzato sugli equilibrismi in materia di diritto d’autore, sulle falle tecniche del sito, sugli errori pacchiani, sul Palio di Asti collocato spericolatamente in India, sulla grafica infelice dell’immagine simbolica scelta come logo dell’iniziativa, che aveva tagliato nei primi giorni, forse in omaggio all’opposizione,  un pezzetto di Calabria  e, in barba a Goethe: “l’Italia senza la Sicilia, non lascia nello spirito immagine alcuna. È in Sicilia che si trova la chiave di tutto …”, anche la nostra isola maggiore, che aveva probabilmente preferito per l’occasione scivolare verso un più riconoscente nord Africa.

È proprio un governo di provinciali, ignoranti e affetti da tremendi complessi di inferiorità oltre che da un’istruzione lacunosa, se nel Paese del Dolce Stil Novo, di Dante, del volgare siciliano, deve pescare il titolo di un percorso formativo istituzionale nello slang di Broccolino. E  se pensa che per valorizzare paesaggio, arte, cultura italiana serva una kermesse  nostalgica di Belle Epoque proprio quando viviamo l’epoca più brutta. E, peggio ancora se, come c’è da temere, è davvero persuaso che il rilancio del turismo culturale, la riconquista della  credibilità internazionale – perduta con i crolli di Pompei, il sacco delle coste sarde, la mano di bianco al Colosseo, le maxi navi che sfiorano San Marco e l’Unesco che abbandona  Venezia e così via –  e che il riscatto di una nazione che vanta i primi posti in graduatoria per la trascuratezza e l’abbandono in cui versa il suo patrimonio più prezioso, insieme al degrado ambientale, al dissesto idrogeologico, agli indici di corruzione e ai condizionamenti della libertà di stampa, possano venire da  una sagra paesana di fagioli di Lamon, di lardo di Colonnata e di pistacchi di Bronte, proprio quando il vantato km zero può voler dire pomidoro della terra dei fuochi, pesci tramortiti dalle trivelle in Adriatico,  quando i ristoranti più pieni, per dirla con il vecchio marpione, sono quelli della Caritas e il maiale più propagandato è una legge elettorale nefasta, superata da una ancora più infame.

Non c’è niente di VeryBello in un ministro dei Beni Ambientali e Culturali che non ha il coraggio di dire di no al decreto Sblocca Italia, che legittima ogni sorta di licenza a Attila: speculatori e signori del cemento, immobiliaristi e acrobati delle destinazioni d’uso, favoriti dal contemporaneo impoverimento della rete statale dei controlli e dal taglio in salita degli investimenti in manutenzione. Non c’è niente di VeryBello in un governo che destina risorse a opere megalomani e  dannose, sottraendole alla cura del territorio, della quale rammenta momentaneamente la priorità solo in occasione di alluvioni e morti d’acqua e di frana. Non c’è niente di VeryBello in un ceto politico che delega ai privati, in cambio di sostegno, finanziamenti, appoggi oscuri, non la valorizzazione delle sue opere d’arte, ma addirittura la normale manutenzione e la gestione, un potere sostitutivo favorito da anni di indifferenza, trascuratezza, incuria decisamente sospette e non casuali.

Non c’è niente di VeryBello in un Grande Evento, che eserciterà una feroce pressione sull’ambiente, se sono già 1.000 gli ettari di suolo agricolo  cementificati: padiglioni, piazzette tematiche, raccordi autostradali e rotonde, come dire che si “nutre il pianeta” di colate di  calcestruzzo e di asfalto su terre fertili.  Che ospiterà come invitati d’onore le multinazionali dell’alimentazione e dell’agroindustrie e come sponsor l’acqua privata della San Pellegrino controllata dalla Nestlè. Che quando sarà finito lascerà tutti gli interrogativi su un “dopo” di cattedrali in rovina, impianti che si sgretolano:   Arexpo, la società pubblica che ha comprato i terreni e li ha messi a disposizione di Expo Spa, ha aperto un bando per scegliere i compratori, che si è chiuso ma del quale non si sa nulla, come non si sa chi ripianerà i debiti contratti per l’infelice kermesse, collocata su un’area privata e pagata molto cara,  da Comune di Milano, Regione Lombardia, Fondazione Fiera, Provincia di Milano, Comune di Rho, Stato. E non c’è niente di VeryBello nell’affastellarsi di piccoli eventi, mostre e mostri, messi insieme per l’occasione, suscitati dalla mania di grandezza di assessori in cerca della popolarità di inaugurazioni con cocktail e benedetti dalla estemporanea benevolenza di mecenati che vorranno qualcosa in cambio: convention in templi della Magna Grecia, cene nelle cattedrali, export di guglie del Duomo, feste su ponti storici.

Mai come ora l’unico Bel Paese degno di questo nome è quello Galbani.

Fonte: ILSIMPLICISSIMUS


mercoledì 21 gennaio 2015

LA TRATTATIVA STATO MAFIA PER TUTTI ! ! !





Ebbene si! Non c'è neanche bisogno di leggere mezza riga o chissa cos'altro,è sufficiente cliccare sui titoli per essere portati al video,e poi cliccare su play.



La trattativa (2014)


trattativa



Ultimamente problemi come il deficit d'attenzione generalizzato,l'impoverimento culturale della massa,la lotta contro la lettura perfino di 2 righe 2,ed altre cosette così,mi hanno portato a pubblicare i post con il contagocce mentre cerco di combattere la forte sensazione di stare a sprecare inutilmente preziose energie.
Cmq per coloro che dovessero aver resistito per ben 6 righette c'è un premio (o una punizione,chissa!).
Eccovi tre ore di spettacolo firmato Travaglio per completare la vs. informazione (per chi già legge di suo si tratta di ampliare le proprie fonti) sulla spinosissima questione della trattativa stato mafia.

Buona fortuna.




È Stato la mafia (2014)



Stato la mafia (2014)


sabato 20 dicembre 2014

INCREDIBILE ! UN POLITICO CHE PAGHERA' PER LE SUE COLPE ! ! !



EBBENE SI! SEMBRA INCREDIBILE MA UN POLITICO ITALIANO FINALMENTE PAGHERA' PER I REATI DI CUI E' IMPUTATO.

COME ?

TRAFFICO D'ARMI, "EX FORZA ITALIA TENTO' DI VENDERE MISSILI AD AGENTI U.S.A. SOTTO COPERTURA"
Traffico d’armi, “ex Fi tentò di vendere missili ad agenti Usa sotto copertura”
                                                                                                  Cronaca

Il fattoquotidiano.it racconta in esclusiva l'indagine che ha portato all'arresto di Massimo Romagnoli e di due complici rumeni accusati dalla Dea di aver cercato di vendere armamenti alle Farc colombiane. L'ex politico si trova in carcere in Montenegro in attesa di essere estradato negli Stati Uniti

L’ex deputato di Forza Italia Massimo Romagnoli è stato arrestato martedì a Podgorica, Montenegro, con l’accusa di avere cercato di vendere armi alle colombiane Farc.

Come un politico ed imprenditore del calibro di Romagnoli sia finito in una storia del genere è ancora un mistero, ma il rinvio a giudizio voluto dal procuratore di New York Preet Bharara non lascia dubbi. Romagnoli per gli Stati Uniti sarebbe “un trafficante d’armi residente in Grecia, il quale aveva la capacità di procurarsi dei certificati di uso finale fraudolenti per armi militari” che, assieme al “trafficante d’armi” Cristian Vintila e al broker Virgil Georgescu, entrambi rumeni, era “coinvolto nella preparazione ed esecuzione di un crimine terroristico contro gli Stati Uniti”.



Indagine Dea from ilfattoquotidiano.it
Grazie ad una ricerca congiunta condotta dai centri di giornalismo d’inchiesta IRPI (ITALIA) https://irpi.eu/ , Correctiv (Germania) https://www.correctiv.org/ , e Rise (Romania) http://www.riseproject.ro/, oggi e' possibile raccontare le vicende dei tre arrestati e ciò che li porterà nelle celle di massima sicurezza degli Stati Uniti.

Sono stati agenti sotto copertura della Drug Enforcement Agency (Dea) che, fingendosi esponenti delle Farc, hanno riscontrato come i tre avessero accettato di fornire armi, comprese mitragliatrici e missili contraerei, con la consapevolezza che sarebbero state usate contro forze americane.

Lo scorso 8 ottobre infatti Romagnoli, Georgescu e Vintila si sono incontrati con gli ufficiali della Dea sotto copertura a Tivat in Montenegro. Romagnoli vantava di potere procurare i certificati per le armi e ha mostrato il modello di uno di questi certificati. Georgescu ha spiegato che le armi sarebbero state consegnate in un paese africano da dove poi i compratori (gli agenti sotto copertura) si sarebbero dovuti arrangiare per il trasporto fino in Colombia. In questa occasione Romagnoli avrebbe, secondo l’accusa, tirato fuori un catalogo (denominato dalla Dea ‘il catalogo di Romagnoli’) che includeva immagini di svariati tipi di armamenti, comprese armi automatiche e lanciarazzi e che affermava di avere preparato per un altro cliente.

Romagnoli vive ad Atene dall’89, ufficialmente è un imprenditore: dal 1993 dirige l’azienda Progresso, che costruisce ed esporta in tutto il Mediterraneo gruppi elettrogeni. Nel 2008 diventa responsabile, per l’azienda Energetica spa, della progettazione e installazione di campi solari ed eolici in Grecia, Bulgaria e Turchia. Peccato che i proprietari dell’Energetica siano al momento sotto processo per frode e per associazione a delinquere, e per una truffa. Reati che avrebbero commesso nel 2008 assieme al “Re del Vento”, Vito Nicastri, considerato un imprenditore contiguo al boss dei boss di Cosa Nostra, il latitante Matteo Messina Denaro.

Due anni prima Romagnoli era stato eletto tra i banchi di Forza Italia, grazie agli 8.700 voti presi nella circoscrizione estero in Germania con 8.700 voti, raccolti principalmente a Colonia. Per ammissione dello stesso Romagnoli ad Irpi la campagna elettorale era stata supportata da un certo Calogero di Caro, classe 1963, di Ravanusa. Calogero De Caro non è uomo qualunque. Sarebbe stato il “mastino” che controllava la gestione della cosiddetta Baumafia capitanata da Gabriele Spiteri, la mafia delle costruzioni al centro di un importante indagine tedesca raccontata nell’inchiesta Mafia in Deutschland.

De Caro alla polizia tedesca dice di non essere mafioso, e non viene condannato. Spiega in un interrogatorio: “Alcuni anni fa le autorità italiane si erano sbagliate, ma è stato tutto chiarito”. Non esattamente. Viene scarcerato nel 1994 dopo due anni e quattro mesi di galera per avere preso parte – secondo gli inquirenti – ad un omicidio di mafia. De Caro, il nome di Romagnoli ce l’ha appuntato in agenda. E all’interrogatorio della Bka, la polizia criminale federale tedesca, racconta: “Si trattava solo di politica – e specifica – mi occupavo di tirare su voti per i parlamentari italiani all’estero”.

Sempre 2006, con altri colleghi di partito, aveva presentato un’interrogazione alla Camera, indirizzata al ministero del Commercio Internazionale, in cui chiedeva maggiori controlli alle frontiere per contrastare il fenomeno dell’immigrazione illegale http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_15/showXhtml.Asp?idAtto=1564&stile=6&highLight=1&paroleContenute=%27INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+SCRITTA%27  “da parte della criminalità organizzata che sempre più controlla e gestisce attività illecite che vanno dal traffico di clandestini che entrano e escono dal territorio dell’Unione fino a far infiltrare materiale illegale di ogni genere tipo armi o droghe“, si leggeva nel documento.

Adesso Romagnoli è rinchiuso in un carcere di Podgorica in attesa dell’estradizione verso gli Stati Uniti. E’ accusato formalmente di associazione a delinquere con lo scopo di uccidere ufficiali e dipendenti degli Stati Uniti, e associazione a delinquere col fine di fornire materiale di supporto e risorse a organizzazione terroristiche internazionali. Se i capi d’accusa venissero confermati in giudizio e gli imputati venissero dichiarati colpevoli, potrebbero essere condannati all’ergastolo per terrorismo.

di Irpi

* Giulio Rubino, Cecilia Anesi, ha collaborato Matteo Civillini.

FONTE: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/19/traffico-darmi-ex-fi-tento-vendere-missili-ad-agenti-usa-copertura/1288825/

domenica 12 ottobre 2014

PUNTI DI "VISTA" ! ! !




Quello di Grillo ...


E quello di Maddalena ...


Non c'è dubbio: il problema Italiano è la conta dei presenti!



P.S. Secondo i dati della questura ...



P.S.2  Frasi che resteranno ....

«Io so che fine faremo io e Casaleggio: faremo gli europarlamentari con Mastella...».

Ah! Bene ...

sabato 27 settembre 2014

BEN HUR: AGGRAVAMENTO DELLE CONDIZIONI DI SALUTE ! ! !



. . . purtroppo i tempi sono quelli che sono e . . Ben Hur probabilmente travolto dallo stress della vita moderna non si sente tanto bene ultimamente.
Eccolo in un suo momento. . .


#ambulanzaaaa!

mercoledì 24 settembre 2014




. . . Gli jihadisti si rivolgono all’Italia: “Prenderemo le vostre donne”. . . Questi il martirio ce l’hanno nel sangue.

BY SPINOZA


martedì 23 settembre 2014

RENZIE'S ! ! !




Dopo l'immenso successo,ed il relativo uso e la diffusione massiva dell'immagine del post: http://pinoz6700.blogspot.it/2012/11/come-comunisti-vegani.html


Si è deciso di riproporre il tema attualizzato al governo Renzi con un nuovo crudissimo "collage".




p.s. Colgo l'occasione per ricordare che come previsto dalla Netiquette si può prendere il materiale,ed utilizzarlo come si vuole,ma a patto di cercare e citare sempre fonti ed autore.
. . . in caso contrario si sa . . la peste vi colga!

giovedì 11 settembre 2014

ITALIANI ALLA FAME ! ! !




Confcommercio, redditi delle famiglie uguali a 30 anni fa.

I dati di Confcommercio non lasciano spazio ad interpretazioni. In Italia si registra una vera e propria "emergenza consumi" con effetti a catena sul commercio, sulle imprese, sull'occupazione e sull'economia nazionale. Alla base di tale situazione critica i redditi delle famiglie tornati indietro ai livelli di 30 anni fa, e la fortissima perdita del potere d'acquisto subita dai cittadini, che impedisce a tantissimi italiani di comprare sempre più spesso anche beni indispensabili come gli alimentari.

Il reddito disponibile delle famiglie italiane infatti fa un passo indietro fino al 1986, tornando sui livelli di quasi 30 anni fa. Il rapporto di Confcommercio sui consumi diffuso oggi è impietoso nel descrivere di quanto siano arretrati i redditi e quindi il potere d'acquisto degli italiani.

Nel 2013 e nel 2014 il reddito medio è stato di 17.400 euro, pari pari al 1986 che rapportato al cambio di valuta era di 17.200 euro. Negli ultimi otto anni, sempre secondo il report di Confcommercio il reddito disponibile reale pro capite è calato del 13,1%, in valore assoluto meno 2.590 euro a testa.
A confermarsi trend crescente è solo ed esclusivamente quello delle spese destinate ai consumi di beni e servizi obbligati con la crescita fino al 41% sul totale dei consumi della quota delle spese incomprimibili, dal 32,3% del 1992.
Tonfo invece per l'acquisto di beni commercializzabili, che dal 51,4% del 1992 scende al 39% del 2014. Per le spese destinate ai consumi di beni e servizi obbligati.
Confcommercio spiega che in poco più di 20 anni è significativamente aumentata la spesa per l'abitazione, dal 17,1% al 23,9%.

Durante l'ultimo anno tutte le categorie e le funzioni di consumo risultano essere state penalizzate e sottoposte a un'attenta revisione delle spese da fare da parte delle famiglie. Le diminuzioni più importanti hanno interessato i pasti in casa e fuori casa (-4,1%) e soprattutto l'alimentazione domestica (-4,6%), i viaggi e le vacanze (-3,8%), ma anche la cura di se stessi e la salute (-3,5%), la spesa per abbigliamento e le calzature (-6,3%).
... però "ci sono gli 80 euri"!


sabato 21 giugno 2014

R.I.P. STEPHANIE LOUISE KWOLEK ! ! !




WASHINGTON - Stephanie Louise Kwolek, la chimica americana che nel 1965 ha inventato la super fibra chiamata Kevlar che ha rivoluzionato i sistemi di protezione antiproiettile e salvato la vita di numerosi poliziotti e soldati, è morta all'età di 90 anni.

Kwolek, che ha lavorato per l'azienda chimica DuPont per quattro decenni a partire nel 1946, è deceduta nel Delaware, dopo una breve malattia. La società ha confermato la sua morte.

"Siamo tutti addolorati per la scomparsa dello scienziato della DuPont Stephanie Kwolek, un chimico creativo e determinato e un vero pioniere per le donne nella scienza", ha detto Ellen Kullman, il Ceo di DuPont, in un comunicato. "La sua sintesi del primo polimero a cristalli liquidi e l'invenzione del Kevlar sono stati i più grandi successi della sua brillante carriera."

La scoperta del Kevlar è stata quasi casuale. Kwolek stava lavorando su una ricerca per una fibra destinata a rafforzare pneumatici radiali quando realizzò un agglomerato di polimeri sottili di eccezionale resistenza. 




lunedì 26 maggio 2014

BEPPE GRILLO SI E' DIMESSO ! ! !




Anzi,Beppe Grillo si è già dimesso ?
Già,perchè si era rimasti sul "Beppe Grillo, che ha spesso minacciato in caso di sconfitta, di voler davvero lasciare la guida del Movimento,ed insieme a lui pure quell'altro".



La debacle è totale,e non solo il M5S riesce nel fare pesanti passi indietro rispetto alla precedente campagna elettorale,ma per causa degli scleri,e del rifiuto di fare politica del "duo padronale" il PD riesce a conseguire risultati che non si vedevano dai tempi di De Gasperi.
Colpa di Grillo, dei suoi toni, del vaffa facile che spaventa mercati e pensionati? O colpa di Casaleggio, della linea di chiusura totale,"del vaffanculo perchè ho un brutto carattere", di improvvisi cambi di direzione alla ricerca del consenso, di un assoluta imprevedibilità ideologica che ha finito per disorientare l’elettorato ?
Colpa dell'auto gufata #VinciamoNoi  ?

Adesso che farà l'uomo tutto d'un pezzo con una sola parola?
Al momento vige il silenzio più assoluto da parte dei vertici pentastellati,gli "attivisti" invece si dividono tra lo sconforto più totale, l'ipotesi di gombloddo, e l'incredulità per l'accaduto.

Forse ora potrebbe succedere di vedere una reale contrapposizione alla casta di tipo politico,oppure sul tipo della rivoluzione popolare,così almeno sapremo tutti se si tratta di carne o di pesce,e sarà più semplice fare una scelta e decidere da che parte stare.

Sia chiara una cosa: abbiamo perso tutti,e non solo del tempo che però non avevamo . . . .






venerdì 23 maggio 2014

L'EBETE ! ! !



Pare che l'attuale premier "abusivo" M. Renzi totalmente incurante del fatto di occupare il posto di guida del paese senza esser passato per le pubbliche elezioni,ed incurante di avere come spalla il NCD ,capitanato guarda caso da un altro caso clinico di ebete da campionato mondiale,oltretutto  NCD è bene ricordare che oltre essere un partito totalmente abusivo è discutibile anche sul piano costituzionale.
Ecco ora codesto "premier" pare si sia permesso di denunciare per diffamazione una cittadina Italiana (quì trovate la storia: GEK ).
La signora sarebbe rea di avergli dato dell' "ebetino" in un post del blog M5S.

Bene! Ecco l'opinione del BLOG CON LA PALA




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martedì 20 maggio 2014

LA VESPA E IL GRILLO ! ! !




Bene! Come ben sapete Grillo è andato da Vespa a porta a porta con il supposto obbiettivo di raccattare più voti possibili tra gli italioti che non usano internet per informarsi,ecco qui la fredda e dura cronaca del "fattaccio".

Incredibilmente Bruno Vespa nonostante una posa sbiascicante e servile di stampo più che ultra ventennale è riuscito a comportarsi da giornalista perlomeno decente,aveva delle domande precise,mirate più sulle elezioni europee che su questioni varie che di solito compongono la pletora di questioni faziose che vengono poste a chi fa parte del movimento.

Ad onor del vero bisogna dire che Vespa ha chiaramente dimostrato di essersi ben preparato per l'occasione (almeno lui),ed armatosi di pazienza non solo è parso intenzionato a cercare di capire e di far capire al telespettatore le intenzioni di Grillo,e del movimento, ma ha perfino provato ad incalzare un Grillo divenuto rapidamente dopo una buona partenza evasivo e farneticante.


Dopodiche poco avvezzo al vero giornalismo (ed è quì che paga vent'anni di leccaculismo) anzichè insistere ad arringare con maggior pressione il Grillo fino a portarlo ovunque avrebbe potuto voler parare,ha chiaramente ceduto e si è arreso totalmente ad un mare di farneticazioni inconcludenti,lasciando così Grillo libero di svariare per circa il 96% del tempo totale.

Cosi quindi Grillo si è trovato libero di suicidarsi elettoralmente sciorinando il noto campionario di idee confuse,di impreparazione (questa assolutamente imperdonabile vista la situazione specifica),di parolacce negate in tempo reale,ecc.
Meglio poi stendere un velo pietoso sul preteso plastico,sullo streaming che pare si sarebbe voluto a discapito dell'orario della registrazione della puntata,e pure sull'immenso "segone" che Renzi si è sicuramente fatto come telespettatore sottovalutando (così com'è tipico storicamente nel PD) l'ignoranza del popolo italiota,e di tutti i poveracci che oramai "a ruota" di Grillo avranno trovato in quest'indegna figura fatta a porta a porta una chissa quale prestazione smagliante del comico.

Ora,spero sarete "felici" di sapere che invece di trascrivere parola per parola l'immensa serie di supercazzole sparate a porta a porta,ho deciso di postare l'intervento integrale così che chi ancora ne possieda le capacità si faccia un idea per conto proprio.
Auguri!


lunedì 12 maggio 2014

C'ERA UNA VOLTA UN PRESIDENTE CHE NON VOLEVA PROPRIO SAPERNE DI MORIRE ! ! !



.... e così, mentre tutti sono distratti con Genny ‘A Carogna e la falsa trattativa per svolgere o meno la finale di Coppa Italia, una silenziosa circolare del Consiglio Superiore della Magistratura, presieduto dal Presidente della Repubblica Napolitano, azzera il pool di Palermo, pool che non ha eguali per competenza, le cui indagini nel quadro delle trattative STATO-MAFIA hanno delineato nuovi misteri legati a figure appartenenti ad ambienti di potere decisamente più alti di quelli toccati dalle precedenti attività investigative.





Ricordo che nel gennaio 2013 la Corte Costituzionale accolse il ricorso del Quirinale contro la Procura di Palermo per conflitto di attribuzione e dispose la distruzione delle intercettazioni tra Napolitano e Mancino.

Nessun problema, il daspo a Genny ‘a Carogna ci appaga e ci fa sperare tutti in un’Italia migliore senza più “trattative” e con tanta distrazione calcistica…


Fonti: http://www.informarexresistere.fr/2014/05/07/una-circolare-del-csm-blocca-di-fatto-la-lotta-alla-mafia-lennesima-vergogna-del-belpaese/

e anche: https://www.facebook.com/francesco.confortoiera

giovedì 8 maggio 2014

GRATTA & VINCI,ATTENZIONE ALL'ENNESIMA INCULATA ! ! !




La F.i.t. (FEDERAZIONE ITALIANA TABACCAI) ha inviato una mail personale a tutti i rivenditori aderenti alla Federazione, nella quale si invitano i tabaccai a “caldeggiare” ed “indirizzare i clienti” all’acquisto dei biglietti di sette lotterie “gratta e vinci” per le quali i Monopoli di Stato hanno comunicato il raggiungimento del “pay out”, ossia l’avvenuto pagamento di tutti i premi e vincite previste e programmate.

                             QUAL'E' IL PROBLEMA?

 I monopoli di Stato non possono rendersi complici di simili comportamenti; per tale motivo saranno oggetto di apposita diffida (DA PARTE DEL CODACONS) affinché sia aperta una indagine interna sull’episodio e sia considerata anche la possibilità di una revoca delle concessioni ai tabaccai aderenti alla FIT. 


Ecco di seguito il messaggio della FIT.



lunedì 5 maggio 2014

BISOGNA DARE L'ESEMPIO,NO ???







. . . I vertici dello stato rosi dall'invidia per il fantastico sopranome del capo ultrà decidono misure draconiane: da domani ogni ultra italiano dovrà cantare una volta alla settimana l'inno nazionale . . . . . coi rutti!

venerdì 2 maggio 2014

MENO 6 ! ! !




Il re dell’acciaio finalmente è morto. Emilio Riva, il padrone della siderurgia italiana è stato ucciso da un tumore all’età di 88 anni. Imprenditore spregiudicato e pregiudicato, il patron dell’Ilva ha trascorso gli ultimi mesi della sua vita tra gli arresti domiciliari e le cure in una struttura lombarda. 


. . . Brucia all'inferno,sporco bastardo!!!

giovedì 1 maggio 2014

PAROLA DI FINANZIERE ! ! !



LO DICE UN FINANZIERE: LO STATO ITALIANO E’ LADRO E CRIMINALE




Memorie di un finanziere della polizia tributaria. Si potrebbe intitolare così il sorprendente documento esclusivo che state per leggere. Si tratta della trascrizione, fedele alla lettera, del disarmante sfogo di un disincantato, onesto e preparato maresciallo della Guardia di Finanza, impegnato da diversi lustri nei temutissimi controlli alle imprese. L’uomo, di cui evitiamo di indicare dati anagrafici e curriculum per non renderlo riconoscibile, ha apparecchiato per Libero uno zibaldone di pensieri, suddiviso in capitoletti, sul suo lavoro di tutti i giorni. Che per lui è diventato un tran tran asfissiante, capace di condurlo quasi al rigetto. Il risultato è questa spietata radiografia che stupisce e, in un certo senso, preoccupa di un mestiere che tanto trambusto porta nelle vite degli italiani. Infatti in questo sfogo il militare dipinge le ispezioni delle Fiamme gialle come un ineluttabile meccanismo stritola-imprenditori il cui obiettivo non sarebbe una vera e sana lotta alle frodi fiscali, ma una fantasiosa e famelica caccia al tesoro indispensabile a lanciare le carriere di molti professionisti dell’Antievasione. «Nel nostro lavoro ci sono forzature evidenti, a volte imbarazzanti», ammette con Libero il maresciallo. Che qui di seguito svela retroscena e segreti dei controlli che intralciano ogni giorno il lavoro di centinaia di imprenditori. Una lettura che potrebbe agitare qualcuno e far alzare il sopracciglio ad altri. Ma a tutti deve essere chiaro che non di fiction si tratta e che domani il nostro maresciallo e la sua pattuglia potrebbero bussare alla vostra porta. Preparatevi a leggere il testo di questo finanziere raccolto in esclusiva da Libero.

Ossessione numeri - Dietro alle verifiche ci sono enormi interessi economici: il dato del recupero dell’imposta serve a molti. Sia ai politici che ai finanzieri. Nella Guardia di Finanza il raggiungimento degli obiettivi legittima l’ottenimento dei premi incentivanti e gli stipendi stellari dei generali, che sono decine: uno per provincia, più uno per regione. Nel nostro Corpo esistono vere e proprie task-force che si occupano di fare previsioni di recupero d’imposta e a fine anno queste devono essere raggiunte, come se l’evasione fiscale si basasse su dei budget. Gli operatori sul territorio sono meno di chi elabora questa realtà virtuale, su 64 mila finanzieri siamo circa 4 mila a fare i controlli.

Indietro non si torna - A fine anno i generali chiedono il dato dell’imposta evasa constatata e lo confrontano con quello dell’anno prima. Il risultato non può essere inferiore a quello di 12 mesi prima. Se il dato scende bisogna dar conto al reparto centrale di Roma del perché si siano recuperati meno soldi e il comandante del reparto periferico rischia di vedersi bloccare la carriera. Per questo le nostre verifiche proseguono anche di fronte a evidenti illogicità. I nostri ufficiali parlano solo di numeri e quando hanno sentore di un risultato, magari per una previsione affrettata di un ispettore, corrono dai loro superiori anticipando che da quella verifica potrà venir fuori un certo risultato: a quel punto non si può più tornare indietro. Il verbale diventa subito una statistica, una voce acquisita e ufficiale di reddito non dichiarato. Quando si prospetta un ventaglio di possibilità per risolvere una contestazione si concentrano le energie sempre su quella che porta il risultato più alto. Che sarebbe poco grave se fosse la strada giusta. Ma spesso non lo è. Per la Finanza quello che conta è il dio numero. Il nostro unico problema è come tirarlo fuori.

Per riuscirci c’è un nuovo strumento infernale, la cosiddetta “mediana”, che va di gran moda tra gli ufficiali. La si pronuncia con rispetto e deferenza, anche perché da essa dipende la carriera di chi la evoca. Si tratta di uno studio fatto a tavolino, che stabilisce il valore medio della verifica necessario a raggiungere gli obiettivi, il tetto al di sotto del quale non si può andare. Se capiamo che in un’azienda il verbale sarà di entità inferiore alla mediana, derubrichiamo la verifica a controllo in modo che non entri nelle statistiche ufficiali.

Alla Guardia di Finanza abbiamo uffici informatici che elaborano dati in continuazione. Ma si tratta di numeri “drogati”, come lo sono quelli dei sequestri. Nei magazzini dei cinesi ho visto colleghi registrare alla voce “giocattoli” ogni singolo pallino delle pistole per bambini. Spesso questi servizi si fanno in occasione delle feste natalizie, così passa l’informazione che sul territorio c’è sicurezza.
Con questi numeri i generali si riempiono la bocca il 21 giugno, giorno della festa del Corpo. Lo speaker spara cifre in presenza di tutte le autorità, dei presidenti dei tribunali, dei politici, ecc. ecc. Quel giorno è un tripudio di dati pronunciato con voce stentorea: recuperata tot Iva, scovati tot milioni di redditi non dichiarati, arrestati x emittenti fatture false. Una festa!

Normativa astrusa - La normativa tributaria italiana è talmente ingarbugliata che si presta alla nostra logica del risultato a ogni costo. Per noi è piuttosto semplice fare un rilievo visto che siamo aiutati da questa legislazione astrusa e abnorme, spesso contradditoria e conflittuale. Nel nostro Paese è quasi impossibile essere in regola e per chi lo sembra ci prendiamo più tempo per spulciare ogni carta. Infatti se una norma può apparire favorevole all’imprenditore, c’è sicuramente un’altra interpretabile in maniera opposta. E in questo ci aiuta l’oceanica produzione di sentenze, frutto di un eccessivo contenzioso. Un contratto, un’operazione possono essere interpretati in mille modi e alla fine trovi sempre una sentenza della Cassazione che ti permette di poter fondare un rilievo su basi giuridiche certe. Questo è il Paese delle sentenze.

Analizzando un bilancio, un’imperfezione si trova sempre. Magari per colpa dello stesso controllore che prima dice all’imprenditore di comportarsi in un modo e poi in un altro, inducendolo in errore. Per esempio, su nostro suggerimento, un’azienda non contabilizza più certe spese come pubblicità (deducibili), ma come spese di rappresentanza (deducibili solo in parte). Quindi arriva l’Agenzia delle Entrate e spiega che quelle non sono né l’una né l’altra. A volte succede che qualcuno abbia già subito un controllo, abbia aderito a un condono e, zac, arriviamo noi e contestiamo lo stesso aspetto, ma in modo diverso. Dopo i primi anni nel Corpo non ho più sentito di controlli chiusi con un nulla di fatto e in cui si torna a casa senza aver contestato qualcosa. Alla fine chi lavora impazzisce.

Chi sbaglia non paga - Come è possibile tutto questo? Semplice: perché chi sbaglia non paga, ma anche perché chi sbaglia non saprà mai di averlo fatto. Il motivo è semplice: noi non comunichiamo con l’Agenzia delle Entrate e non sappiamo mai che fine facciano i nostri verbali. Per questo se ho commesso un errore non lo verrò mai a sapere: il nostro è solo un verbale di constatazione, a renderlo esecutivo è l’Agenzia delle Entrate che lo trasforma in verbale di accertamento. Però raramente i nostri colleghi civili bocciano il nostro lavoro, anzi questo non succede nel 99,9 per cento delle situazioni. Si fidano di noi e, anche se sono molto più preparati, nella maggior parte dei casi prendono il nostro verbale e lo notificano, tale e quale, al contribuente. Quello che sappiamo per certo è che i nostri verbali, giusti o sbagliati che siano, diventano numeri e quindi non ci interessa che vengano annullati, tanto non ne verremo mai a conoscenza né saremo chiamati a risponderne. Per noi resta un grosso risultato. E visto che nessuno paga per i propri errori, il povero imprenditore continuerà a trovarsi ignaro in un castello kafkiano fatto di norme e risultati da ottenere.

Imprese sacrificali - Gli imprenditori con noi sono sempre gentili, ci accolgono con il caffè, sopportano di averci tra i piedi per settimane, ma si capisce che vorrebbero dirci: scusateci, ma avremmo pure da lavorare. A noi però questo non interessa: dobbiamo contestargli un verbale a qualsiasi costo e quando bussiamo alla loro porta sappiamo che non hanno praticamente speranza di salvezza. Per contrastare e contestare questa trappola infernale l’imprenditore è costretto a pagare consulenti costosissimi, ma noi rimaniamo sempre sulle nostre posizioni. A volte capita che per provare a difendersi il presunto evasore chiami in soccorso come consulenti ex finanzieri, ma spesso questo non gli evita la sanzione. Anzi.

Negli ultimi anni ho notato una certa arrendevolezza da parte degli imprenditori: dopo un po’ si stancano. Capiscono, e ce lo dicono, che tanto dovranno fare ricorso perché noi non cambieremo idea. Per tutti questi motivi molti di loro costituiscono a inizio anno un fondo in previsione della visita della Finanza. Sono coscienti che qualcosa dovranno comunque pagare.

Chi fa veramente le grandi porcate, chi apre e chiude partite Iva, emette false fatture o costituisce società di comodo magari alle Cayman è molto più veloce di noi e per questo non lo incastriamo, mentre azzanniamo quelli che operano sul territorio e che sono regolarmente censiti nelle banche dati. Alla fine lo Stato colpisce sempre i soliti noti. Non è una nostra volontà, ma dipende dal fatto che non abbiamo risorse per fare la vera lotta all’evasione e in ogni caso dobbiamo fornire dei numeri al ministero per poter legittimare la nostra esistenza come istituzione. Anche in Europa.

Tangente di Stato - L’imprenditore, se accetta la proposta di adesione al verbale entro 60 giorni, paga solo un terzo di quanto gli viene contestato e spesso salda anche se non lo ritiene giusto, per togliersi il dente ed evitare ricorsi costosi (a volte più dei verbali) e sine die. In pratica accetta di pagare una tangente allo Stato. Agli imprenditori i ricorsi costano molto e se la commissione provinciale, il primo grado della giustizia tributaria, dà ragione allo Stato, l’imprenditore prima di ricorrere alla commissione regionale, il secondo grado, deve pagare metà del dovuto. Per questo chi lavora spesso preferisce chiudere la partita all’inizio, pagando un terzo.

Giustizia da farsa - Il contradditorio tra Guardia di Finanza e imprenditori durante le verifiche è una farsa, perché ognuno rimane sulla propria posizione, ma va fatto per legge. Nel contradditorio gli imprenditori non hanno scampo: quel numero, quell’ipotesi di evasione, ormai è stato venduto e non può più essere ridimensionato. È entrato nel sistema e nelle nostre statistiche. A noi non interessa se magari dopo anni quel verbale verrà annullato e non avrà prodotto alcun introito per lo Stato.

Le cose non vanno meglio con la giustizia tributaria, gestita da commissioni composte da avvocati, commercialisti, ufficiali della Finanza in pensione che fanno i giudici tributari gratuitamente giusto per fare qualcosa o per sentirsi importanti. È incredibile, ma in Italia il sistema economico-finanziario viene affidato a un servizio di “volontariato”.

La verità è che un tale esercito di volontari senza gratificazioni economiche non se la sente di cassare completamente il lavoro di finanzieri e Agenzia delle Entrate e l’imprenditore qualcosa deve sempre pagare. Difficilmente questi giudici per hobby danno torto allo Stato.
L’assurdità è che vengono pagati 30-40 euro per motivare sentenze complesse che hanno come oggetto verbali da milioni di euro, scritti da marescialli aizzati dal sistema.

Formazione assente - Il nostro vero problema è la mancanza di specializzazione di un Corpo che cerca di riscattarsi nel modo sbagliato, provando a portare a casa grandi risultati, sebbene “storti”. A volte l’ignoranza aiuta a far montare un rilievo che non sta né in cielo né in terra. Sulla nostra formazione non ho niente da dire, perché non esiste. Eppure dobbiamo confrontarci con specialisti agguerriti, leggere documenti in lingue straniere, e la gran parte di noi non sa una parola in inglese. Non ci forniscono nemmeno i codici tributari aggiornati, mentre spendono milioni per farci esercitare ai poligoni, visto che siamo inspiegabilmente ancora una polizia militare, come solo in Equador e Portogallo. Un commercialista lavora 12 ore al giorno e si forma continuamente. Dall’altra parte della barricata c’è gente come noi che non vede l’ora di scappare via dall’ufficio, dove spesso non ha neppure a disposizione una scrivania o la deve condividere con altri colleghi. In questo modo il lavoro diventa l’ultimo dei pensieri. I più bravi vanno in pensione appena possono, per riciclarsi come professionisti al soldo delle aziende. Ci vuole una fortissima motivazione per studiare una materia terribile come il diritto tributario. Avvocati e commercialisti trovano gli stimoli nelle parcelle, da noi un maresciallo con vent’anni di servizio guadagna 1.700 euro. Gli incentivi li dobbiamo trovare dentro di noi, magari pensando di sfruttare il sistema per trovare un altro lavoro. È illogico che un mestiere così delicato, dove si contestano milioni di euro d’evasione, sia affidato a gente sottopagata e impreparata. L’unico modo di tenersi aggiornati è quello di studiare a proprie spese, pagandosi master e corsi. Purtroppo la formazione è costosissima e spesso ci rinunciamo. È chiaro che un sistema del genere presti il fianco al rischio della corruzione.

In più bisogna considerare che per noi le verifiche sono particolarmente rischiose. In base alla mia esperienza non le facciamo con la giusta professionalità, possiamo commettere errori in buona fede, essere invischiati in fatti che neanche capiamo. Per esempio alcuni di noi sono stati accusati di aver ammorbidito un verbale per un tornaconto, in realtà lo avevano fatto per ignoranza e per questo ora quasi nessuno vuole più fare questo tipo di lavoro.

Risorse all’osso - I nostri capi hanno budget di spesa sempre più ristretti. Nonostante ciò ogni ufficiale deve portare a casa i risultati con i soldi e le pattuglie che ha. Risultati almeno uguali a quelli dell’anno precedente. A causa di questa mancanza di mezzi siamo costretti a portare via dalle aziende penne, risme di carta, spillatrici. E secondo me gli imprenditori se ne accorgono, ma non dicono nulla per compassione.
Onestamente gli ufficiali non sono responsabili di questa penuria di risorse, visto che i fondi destinati alla lotta all’evasione vengono decisi dai politici. Ma la frustrazione dei nostri superiori viene compensata da ottimi stipendi personali che lievitano grazie ai risultati conseguiti. Cosa che ovviamente non succede a noi.

Nel nostro lavoro, la mattina, ammesso che trovi una macchina libera, devi prima fare car-sharing e accompagnare diversi colleghi ai reparti, quindi ti restano due o tre ore per fare visita a un’azienda. Quando rientriamo da una verifica il nostro principale problema è segnare sul registro quanti chilometri abbiamo fatto e quanta benzina abbiamo consumato. Arriveremo al paradosso di fare le verifiche in ufficio a contribuenti trovati su Google.

Lontani dalla realtà - I nostri vertici sono lontani dalla realtà, sono convinti che noi facciamo “lotta all’evasione”. C’è una distanza siderale tra chi sta in trincea, come me, e chi vive nei salotti. Un maresciallo può parlare solo con il tenente e non con i gradi superiori. Il nostro messaggio viene filtrato e arriva al vertice completamente distorto. Nel nostro sistema militare non conta quello che pensi del tuo lavoro, ma il grado che hai sulle spalle. L’ufficiale non va a riferire al superiore se l’ispettore gli ha detto che un controllo potrebbe non portare a niente. Al contrario insinua nei vertici la speranza che un risultato arriverà. E così chi va in giro per aziende deve ingegnarsi per trovare il cavillo che porti al risultato, solo per sentirsi dire bravo o per una pacca sulla spalla. L’animo umano si accontenta di poco. In questa catena di comando in cui tutti devono fare carriera non sono ammessi dubbi od obiezioni, l’informazione reale resta a valle, al generale arriva quella virtuale, il famoso “numero”. In nome del quale vengono immolati molti evasori virtuali.

Fonte: http://www.movimentolibertario.com/2014/04/lo-dice-un-finanziere-lo-stato-italiano-e-ladro-e-criminale/