sabato 8 ottobre 2011

IL MIO NEMICO

 



E Daniele Silvestri avrebbe già detto tutto!
Ma io vorrei aggiungere che: Il nemico comune in finale è la stupidità unita all'ignoranza che oramai imperversa ovunque colpendo tutte le fasce sociali,dall'ultimo degli uomini al più eminente dei potenti del mondo.
Per inciso questa particolare condizione com'è risaputo si và a ripresentare ciclicamente alla fine delle varie civiltà fin dall'alba dei tempi.
Ecco la spiegazione per una marea di questioni attuali,come ad esempio la FAMIGERATA legge ammazza blog,ed ecco la parte della riforma legislativa incriminata, comma 29 del DDL intercettazioni: “ Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono “ La frase evidenziata è quella incriminata, trovate http://www.camera.it/Camera/view/doc_viewer_full?url=http%3A//www.camera.it/_dati/leg16/lavori/stampati/pdf/16PDL0038530.pdf&back_to=http%3A//www.camera.it/126%3FPDL%3D1415-B%26leg%3D16%26tab%3D2%26stralcio%3D%26navette%3D la proposta di legge, precisamente alla pagina 24.

Non faccio l’avvocato di mestiere, ma non mi sembra ci sia molto da preoccuparsi se ci si comporta correttamente, verrebbe punito con la rettifiche chi racconta bugie, pubblica notizie false o peggio ancora, diffamatorie.. Cosa c’è di male? Un sacrosanto diritto alla correzione, che per’altro già sancito dalla legge originale, che viene esteso per tutta la rete internet, come è giusto che sia.
Le informazioni di per sé, non possono essere ritenute offensive, in quanto l’informazione è una verità e come tale non è possibile manipolarla, potrebbero risultare offensive delle conclusioni, opinioni.. Ma se risultano offensive, e qualcuno ha da lamentarsi, un motivo ci sarà, non credete?
Penso che sia giusto combattere per un’informazione libera, ma ancor più giusto, sarebbe quello di combattere per un’informazione neutrale, cosa che purtroppo non avviene neanche su Wikipedia stessa, quindi mi viene spontaneo chiedermi: Perché mai tutte le grandi testate italiane si preoccupano improvvisamente di difendere la rete internet e addirittura i blog dei ragazzini, coinvolgendoli in questa protesta !? Sarà mica una paura di loro stessi, di non poter più scrivere bugie a loro piacimento e di parte, senza essere obbligate ogni 5 minuti a correggere le cialtronerie?    (Fonte: www.paid2write.org)

E ancora ecco la spiegazione delle critiche a B. Grillo: Oramai non si contano più,si dice che è di parte,che ha troppi figli,che ha lo yacht,che ci guadagna,che non risolve tutto lui liberando l'Italia da tutti i mali che l'affliggono come un modello superman,ecc.ecc, ( ci si dimentica però che il suo blog fa da mega amplificatore per i siti dei blogger che l'utilizzano,e che magari non amano "Fakebook",che da voce a chiunque,che il suo sito informa,che usa e diffonde la piattaforma TZE-TZE,che ha un età alla quale non spetta di certo il carico di questa fase del cambiamento,che come tutti gli esseri umani può anche sbagliare,ecc,ecc.),e comunque prerogativa dell'idiota come un novello indiana jones stare sempre alla ricerca del santone perduto.
Si spiegano cosi (con la stupidità unita all'ignoranza) anche le questioni relative alle intercettazioni,e la di cui legittimità: Art. 15.  La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili.
La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell’Autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge.
È bene partire da qui. La Costituzione dispone che la limitazione della segretezza di corrispondenza possa avvenire in determinati casi, ad esempio per l’accertamento di un reato. Con la formula “con le garanzie stabilite dalla legge” vengono richiamate quelle norme a tutela della riservatezza, che riguardano sia le modalità con cui l’Autorità giudiziaria, con atto motivato, può violare questa segretezza, sia come i dati acquisiti debbano essere trattati, e che possiamo leggere nel Codice Penale e nel Codice di Procedura Penale.
Obbligo del segreto
L’articolo 329 del Codice di Procedura Penale (Obbligo del segreto) dice che “gli atti di indagine compiuti dal pubblico ministero (358 s.) e dalla polizia giudiziaria (348 s.) sono coperti dal segreto fino a quando l’imputato non ne possa avere conoscenza e, comunque, non oltre la chiusura delle indagini preliminari (405)”. L’articolo 114 del Codice di Procedura Penale vieta poi, nei primi due comma, “la pubblicazione anche parziale di atti coperti da segreto”, “e anche di quelli non più coperti da segreto fino alla chiusura delle indagini preliminari”. Al comma 7 si legge che “è sempre consentita la pubblicazione del contenuto di atti non coperti dal segreto”.
Il punto sul caso Ruby
Prima della pubblicazione di ampie parti dell’invito a comparire a Berlusconi su tutte le maggiori testate giornalistiche italiane, e prima della diffusione integrale del documento su Dagospia, l’indagato Silvio Berlusconi era venuto a conoscenza dell’esistenza del documento e delle indagini sul suo conto: la polizia giudiziaria si era presentata negli uffici di Spinelli, e a questa il ragioniere aveva opposto la pertinenza di quegli uffici alla segreteria politica dell’on. Berlusconi, rendendo per questo necessario l’invio di una richiesta di perquisizione alla Giunta per le Autorizzazioni alla Camera (a cui viene allegato l’invito a presentarsi per il PresdelCons). Il fatto che Berlusconi ne sia venuto a conoscenza fa decadere il segreto degli atti di indagine: gli atti, cioè, diventano pubblici. Che siano pubblici però non significa che siano pubblicabili, come viene ricordato dall’articolo 114. Questo sarà possibile solo dopo la chiusura delle indagini preliminari, che non sono ancora concluse e si concludono o con l’archiviazione oppure con un rinvio a giudizio e la formulazione di un’imputazione (e la notifica di un avviso di conclusione delle indagini).
Che siano pubblici significa però che se ne può prendere visione, se esiste un interesse, ed è pacifico che nel caso di presunti illeciti compiuti dal PresdelCons l’interesse di qualunque cittadino sia più che legittimo. Lo stesso giornalista che ne possa aver avuto conoscenza, come dispone l’articolo 7, ne può riportare il contenuto, ma non può riprenderlo pedissequamente. È questa la contemperanza tra il diritto alla riservatezza e il diritto di cronaca che trova la legge. Tuttavia, nel disporre delle sanzioni alla pubblicazione illecita, il Codice Penale prevede di punire i trasgressori “con l’arresto fino a trenta giorni o con l’ammenda da lire centomila a cinquecentomila” (art. 684 CP).
Il DDL intercettazioni
Il famoso e contestato DDL intercettazioni – definita “legge bavaglio” dai suoi detrattori – cercava, tra le altre cose, di imporre un giro di vite nella disciplina della materia. È utile ricordare che nel Codice di Procedura Penale le intercettazioni non sono considerate una prova ma un mezzo di ricerca della prova stessa. Nell’articolo 329-bis, comma 1, veniva disposto che “i verbali, le registrazioni e i supporti relativi alle conversazioni o ai flussi di comunicazioni informatiche o telematiche custoditi nell’archivio riservato previsto dall’articolo 269, non acquisiti al procedimento, nonché la documentazione comunque ad essi inerente, sono sempre coperti dal segreto”. Si trattava appunto di dati non acquisiti al procedimento, di cui, come succede anche adesso, si può chiedere la distruzione, e di cui ne veniva vietata la pubblicazione anche solo del contenuto. Ecc.  ( Fonte www.il post.it)

E si spiega anche il comportamento sfacciato da maniaci sessuali perpetrato in preda alla più classica delle crisi di mezza età  (e non solo) da parte delle fasce d'umanità già citate in precedenza,abbastanza tipico del quando si ragiona invece che con il cervello,con il pi...lo,è infatti nato così l'appellativo: Testa di c....

Naturalmente poi la stupidità unita all'ignoranza una volta miscelata al nepotismo,alla disonestà,e ad altri ingredienti va a formare un cocktail micidiale che spiega tutto il resto,ivi compreso ad esempio il modo di comportarsi,e di fare il proprio lavoro da parte della categoria dell'informazione.
P.S. Per conto mio tento di risolvere così: Affino le fonti,non permetto al mio "coso" di occuparsi di questioni non pertinenti al suo ruolo,cerco di rispettare quelle regole che i nostri genitori ci trasmettono,e che sono figlie di quelle trasmesse loro dai propri genitori,mi metto di continuo in discussione,e tra i miei nemici c'è un certo  "anonimo",e su ciò baso questo post.
CORAGGIO!
Fonti: Me-http://www.paid2write.org/-http://www.ilpost.it/

1 commento: